L'esercizio isometrico di forza (contrazione muscolare senza movimento dei capi articolari)causa un momentaneo aumento della pressione arteriosa, per schiacciamento dei vasi sanguigni dovuto all'intensa e statica contrazione muscolare. Fino ad oggi l'allenamento isometrico è sempre stato sconsigliato per coloro che soffrono di ipertensione arteriosa. Recentemente però uno studio di Baross et al
(Effects of the intensity of leg isometric training on the vasculature of trained and untrained limbs and resting blood pressure in middle-aged men. Int J Vasc Med 2012 Sep 9) ha dimostrato come 3 allenamenti a settimana per 8 settimane provochi una significativa diminuzione della pressione sistolica e diastolica a riposo rispetto ad un gruppo di controllo che non effettuava nessun tipo di allenamento. L'allenamento consisteva in 4 ripetizioni da 2 minuti con recupero di 2 min in isometria degli arti inferiori (posizione a panca o squat). Aumentando il carico in isometeria (sorreggere un peso da fermi) migliorava il decremento della pressione arteriosa alla fine delle 8 settimane. Il meccanismo che provoca l'abbassamento della pressione arteriosa a lungo termine (in acuto durante i minuti di allenamento si ha un incremento pressorio momentaneo) sembra legato alla stimolazione di agenti vasodilatatori (quali l'ossido nitrico) stimolati dalla transitoria riduzione di flusso sanguigno dovuta allo schiacciamento dei vasi per l'intensa contrazione muscolare.
Si è quindi in possesso di un nuovo strumento per combattere l'ipertensione, strumento semplice e molto efficacie (24 min totali di allenamento effettivo a settimana). Prima di iniziare questo allenamento si consiglia comunque la consultazione con personale esperto (laureati in Scienze Motorie o Medici dello Sport), in quanto si possono verificare svenimenti in caso di eccessivo uso di questa metodologia.
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mercoledì 3 aprile 2013
sabato 7 luglio 2012
9 tappa Giro 2011, arrivo sull'Etna: Vincitore Alberto Contador.
Dal km meno 6.7 al km meno 3 dall'arrivo, Contador ha guadagnato 57 sec sugli avversari...esprimendo una potenza media di 426 watt (6,87 watt/kg) con una velocità media di 28 km/h e una velocità ascensionale media di 1821 metri/ora, su un pezzo di salita al 6,5% (più o meno come salire sul Bondone per chi lo avesse provato!)!!! Una prestazione outstanding o innaturale? Contador è stato in seguito squalificato per doping, e la vittoria del Giro 2011 gli è stata revocata.
In ambito Sport Science, esite una discussione riguardo la massima potenza esprimibile da un ciclista senza supporti farmacologici, su una salita di 30-40' in una grande Giro a tappe. Sia da studi di laboratorio che su campo pare che un valore di 6,2 watt/kg possa rappresentare la massima potenza esprimibile da soggetti talentuosi, molto allenati senza l'uso del doping.
Valori sopra questa potenza limite, non possono dare la certezza del doping, ma sicuramente possono fare sorgere un legittimo sospetto. Il calcolo delle potenze in salita rappresenta quindi un semplice strumento per farsi un'idea della natura di determinate prestazioni.
giovedì 5 luglio 2012
Il test di Cooper: storia di un errore statistico che ha reso celebre un test!
Il test di Cooper è un test utilizzato nell'attività sportiva a livello agonistico, amatoriale e scolastico.
Fu inventato da Kenneth H. Cooper medico della Nasa, nel 1968 per usi militari.
Esso consiste nel percorre, correndo, la massima distanza possibile in piano per 12 minuti di tempo. Questo test intende misurare l'aspetto aerobico di resitenza di un soggetto.
Da allora e fino ai giorni nostri il test di Cooper è stato ampiamente utilizzato per stimare la massima potenza aerobica, avendo quindi un'idea delle potenzialità, del motore, che un soggetto poteva esprimere correndo per 12 min. Potenzialità che poi venivano spesso traslate su qualsiasi disciplina di resistenza aerobica. Il test di Cooper è diventato quindi nel tempo un modo semplice, poco costoso per valutare le capacità aerobiche di un soggetto, consentendo di discriminare tra chi fosse più "dotato" per discipline di resistenza e chi meno, e permettendo la valutazione delle capacità aerobiche e cardiovascolari di migliaia di atleti e studenti.
Nel suo lavoro scientifico originario (Cooper, K. Correlation between field and treadmill testing as a means for assessing maximal oxygen intake. JAMA 1968;203:201.) il Dr. Cooper trovò una correlazione molto alta (r=0.90) tra i metri percorsi durante i 12 minuti del test di Cooper e la massima potenza aerobica (VO2max) misurata in laboratorio.Peccato che i risultati del originale lavoro del Dr. Cooper da cui è nato il famoso test, siano viziati da un grossolano errore statistico. La correlazione di 0,9 (alta correlazione) era infatti gonfiata dal fatto che non si tenne in considerazione il grande range di pesi corporei (da 52 a 123 kg) e di età (da 17 a 54 anni) dei 47 soggetti maschi che parteciparono allo studio. Ricalcolando la statistica dello studio risultò una correlazione di 0,3 (bassa) anzichè 0,9 tra i risultati del test e la massima potenza aerobica misurata in laboratorio!
Penso che il Test di Cooper non sia più un test da proporre! Sarebbe più importante concentrarsi su test che siano specifici per le discipline sportive e che siano altamente correlati con la performance sportiva!
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